Newsletter #10

L'AI legge per voi

Farsi spiegare una bolletta in due minuti, trasformare ogni procedura in una ricetta, una foto di vacanza che diventa quadretto, e una truffa che torna con i primi caldi

📬 Cari lettori di AI Semplice

Vi capita spesso di trovarvi davanti a un foglio che non si fa leggere? La bolletta del gas con le sue voci minuscole, la lettera della banca che usa parole tecniche, le condizioni di una polizza scritte in caratteri da formica. Spesso finisce così: si mette tutto in un cassetto, sperando che vada bene comunque.

Questa settimana proviamo a fare qualcosa di diverso: chiedere all’AI di leggere per noi e raccontarci, in italiano normale, quello che c’è scritto. Nel tempo di un caffè. 📑

📦 Lo sai che...

Avete presente, ai tempi della scuola, quel compagno che dopo aver letto un capitolo intero ve lo spiegava in cinque minuti tenendo solo le cose importanti? Ecco, l’AI sa fare la stessa cosa con qualunque testo le mettiate davanti.

Sull’app di ChatGPT o Gemini c’è una piccola graffetta (o un’icona “+”) accanto al campo dove scrivete. Toccandola potete caricare un PDF, una scansione, una foto di pagina, anche di otto pagine intere. L’AI lo legge tutto, e poi sa rispondervi a comando: “Riassumimi questo documento in dieci righe”, oppure “Quali sono le tre cose più importanti che devo sapere?”.

Significa che potete chiedere il sunto di una lettera dell’INPS, di una circolare del condominio, di un articolo di giornale lunghissimo, persino di un capitolo del libro che state leggendo per il gruppo di lettura. È come avere accanto un nipote paziente che legge per voi e vi racconta solo quello che vi serve davvero.

Per documenti riservati (sanità, banca), prima di caricare potete coprire con un foglietto bianco il vostro nome e codice fiscale. La spiegazione che vi serve la otterrete lo stesso. 📎

🖐 Provalo tu

Questa settimana mettiamo l’AI davanti al nemico domestico per eccellenza: la bolletta del gas o della luce.

1️⃣ Prendete l’ultima bolletta arrivata. Fotografatela con il telefono (anche due foto se è su più pagine). Aprite l’app di ChatGPT o Gemini, toccate la graffetta, caricate la foto.

2️⃣ Scrivete (o dettate a voce, ricordando il consiglio della scorsa settimana): “Questa è la mia bolletta. Spiegami in parole semplici cosa sto pagando davvero, quali sono le tre voci più care, e se ci sono voci che sembrano sproporzionate per una casa di due persone.”

3️⃣ Leggete la risposta. Poi chiedete una cosa in più: “Cosa potrei controllare o cambiare il mese prossimo per spendere meno?”

In dieci minuti avete capito cosa pagate, dove vanno i vostri soldi e dove potete agire. Funziona uguale per l’estratto conto della banca, la cartella dell’IMU, il foglio del condominio. 🧾

💡 Il trucco della settimana

Vi è mai capitato di chiedere all’AI “come faccio a…?” e di ricevere un pippone teorico, con quattro paragrafi e una conclusione filosofica? Quando vi serve fare qualcosa, non solo capirla in astratto, c’è una formula magica:

“Spiegamelo passo dopo passo, come una ricetta. Un’azione per riga, nell’ordine giusto, senza saltare i passaggi ovvi.”

L’AI smette di filosofeggiare e vi mette in mano una lista numerata che potete seguire con il dito. Funziona benissimo per:

  • “Come attivo lo SPID, passo dopo passo, come una ricetta?”
  • “Come collego le cuffiette nuove al telefono?”
  • “Come prenoto una visita sul portale della Regione?”

L’aggiunta “senza saltare i passaggi ovvi” è il vero segreto: senza, l’AI dà per scontato che voi sappiate già alcune cose. Con, vi accompagna proprio dall’inizio, come farebbe un nipote paziente seduto accanto a voi. 📋

🖼️ Il laboratorio visivo

Dopo quattro settimane in cui il laboratorio ha lavorato sulla memoria (il restauro della vecchia foto, il luogo del passato a matita, le foto in bianco e nero colorate, il disegno del nipote messo in stampa), questa settimana facciamo qualcosa di più leggero: prendiamo una foto recente, magari di una gita o di una vacanza, e la trasformiamo in un piccolo quadretto.

Aprite Gemini (gemini.google.com), caricate la vostra foto e scrivete:

“Trasforma questa fotografia in un dipinto ad acquerello, in stile illustrazione italiana di metà Novecento. Mantieni esattamente l’inquadratura, i soggetti e le proporzioni della foto originale. Usa colori delicati, pennellate visibili, atmosfera calda e dignitosa. Non aggiungere persone o oggetti che non ci sono.”

Quella che era una foto del telefono diventa un piccolo quadretto da incorniciare. Va benissimo per una scampagnata, una piazza del paese, una giornata al lago, una cena in famiglia. Stampato su un foglio buono, infilato in una cornice da pochi euro: è un regalo che fa sempre la sua figura.

(Se preferite uno stile diverso: “olio in stile macchiaioli” per le scene di campagna, “pastello morbido” per i ritratti, “stampa giapponese antica” per i paesaggi.) 🎨

📺 AI al telegiornale

Una notizia di cronaca e una piccola buona notizia insieme. Con l’estate alle porte tornano le truffe stagionali, e quella della voce clonata, di cui avevamo già parlato qualche tempo fa, è in cima alla lista. Pochi secondi di audio (un vocale WhatsApp, un video su Facebook) bastano ai truffatori per “far dire” alla voce di un parente qualsiasi cosa, e telefonare poi fingendosi il nipote bloccato all’estero o il figlio in difficoltà.

I numeri spaventano: in Lombardia, secondo l’associazione Codici, oltre 48.000 anziani vengono truffati ogni anno. Ed è anche per arginare questo fenomeno che dal 29 al 31 maggio, alla Loggia dei Lanari di Perugia, parte l’iniziativa “Non aprite quella porta!”: tre giorni di simulazioni dal vivo, materiale informativo e indicazioni operative su come riconoscere i segnali sospetti.

Se siete in zona, o se conoscete qualcuno che lo è, segnalatelo. Per tutti gli altri, vale sempre la regola d’oro: se vi arriva una telefonata urgente di un parente che chiede soldi, riagganciate e richiamatelo voi al suo numero di sempre. Anche se la voce sembra identica. Anche se siete sicuri che sia lui. È un secondo in più che vi tutela da una vita di rimpianti. ☎️

Se volete saperne di più, trovate l'articolo completo qui: Perugia, 29-31 maggio: "Non aprite quella porta!"

📮 La posta dei lettori

Una lettera in due tempi, da un lettore che ha provato entrambi i compiti della scorsa newsletter con un esito molto più grande della somma degli esercizi.

La prima volta che ha parlato a voce con l’AI ha provato un piccolo timore subito sciolto. Più importante però è stato quello che è successo con il suocero, oltre i novant’anni: “Ha cominciato a fare domande sul ciclismo degli anni Quaranta e Cinquanta, argomento che conosce benissimo. Dopo pochi minuti parlava all’AI dandole persino del lei. Continuava a ripetere in dialetto: «Ma par mia pusibil!»” (in italiano: “non mi sembra possibile!”). Forse, riflette il nostro lettore, l’AI per molte persone anziane potrebbe essere anche un modo di sentirsi meno sole.

Per il secondo compito ha scelto una strada diversa: non il disegno di un nipote, ma due vecchi acquarelli dipinti dal padre sessant’anni fa, due nanetti della Walt Disney. Il padre oggi ha novantacinque anni e vive in una RSA. Il figlio ha fotografato l’originale e l’ha trasformato in illustrazione AI, “rispettando il più possibile il tratto, i colori e la semplicità dell’acquarello iniziale”.

Quando glieli ha portati, la reazione: “Li ho proprio disegnati bene… li ho fatti veramente bene”. Poi i ricordi sono andati lontano: i colori scolastici “a disco” presi ai figli, Biancaneve visto al cinema in seconda elementare con la scuola.

La frase con cui il nostro lettore ha chiuso la sua prima lettera è una delle riflessioni più belle che mi siano arrivate:

“Forse l’aspetto più sorprendente dell’AI è non quando sostituisce qualcosa, ma quando riesce a fare da ponte tra tempi diversi della nostra vita.”

Una frase da incorniciare. E che spiega meglio di mille tutorial il senso vero di quello che proviamo a fare insieme ogni martedì. Grazie. 🙏

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👆 Il compito di questa settimana è un piccolo esperimento concreto: prendete un documento qualunque che vi mette un po' di soggezione (una bolletta, una lettera dell'INPS, le condizioni di un contratto firmato anni fa, il foglio del condominio) e fatevelo spiegare in parole semplici dall'AI. Anche solo una pagina, anche solo per curiosità. Poi scrivetemi: cos'avete scoperto che non sapevate? C'era una voce sproporzionata, una clausola dimenticata, una scadenza che vi era sfuggita? O magari, al contrario, vi siete accorti che pagavate il giusto e tutto era in regola, e questo vi ha tolto un peso. Le storie più belle, in forma anonima salvo richiesta diversa, le riprenderò nella prossima Posta dei lettori. A martedì prossimo!

Cecilia Monti

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