Newsletter #32

L'AI vi allena (con calma)

Non serve una palestra né un personal trainer: come farsi costruire dall'AI un piano di movimento su misura, anche solo per camminare meglio

📬 Cari lettori di AI Semplice

Settembre porta sempre gli stessi buoni propositi: “da lunedì ricomincio a muovermi”. Poi il lunedì arriva, e non sappiamo bene da dove cominciare, quanto è troppo, quanto è troppo poco.

Questa settimana vi propongo di usare l’AI non per allenarvi al posto vostro, ma per togliervi il primo ostacolo: non sapere da dove partire. Vale per chi vuole tornare a correre, per chi vuole solo camminare un po’ di più, e anche per chi vuole aiutare un genitore anziano a muoversi con più sicurezza. 🚶

📦 Lo sai che...

L’AI adatta il piano a voi, non il contrario.

Le app di fitness basate sull’intelligenza artificiale che si stanno diffondendo anche in Italia non si limitano a dare un programma standard uguale per tutti. Analizzano i progressi (o la loro assenza), correggono il piano settimana dopo settimana, e in alcuni casi arrivano a confrontare l’età biologica con quella anagrafica, restituendo un’indicazione più utile del semplice numero sulla carta d’identità.

Non serve un abbonamento a un servizio del genere per iniziare, però: bastano ChatGPT o Gemini, usati bene, per ottenere un primo piano ragionevole su misura. 🏃

🖐 Provalo tu

Il piano su misura in tre richieste.

1️⃣ Descrivete la vostra situazione reale, non quella ideale: “Non mi alleno da [tempo], ho [età], posso dedicare [minuti] al giorno, ho questi problemi fisici: [se ce ne sono]. Costruiscimi un piano di camminata/movimento per le prossime due settimane, che aumenti gradualmente.”

2️⃣ Se il piano vi sembra troppo impegnativo o troppo leggero dopo i primi giorni, ditelo chiaramente: “I primi tre giorni sono stati troppo facili/difficili, aggiusta il piano.” L’AI corregge subito, senza farvi sentire in colpa per aver sbagliato la prima stima.

3️⃣ Per un genitore anziano o una persona con mobilità ridotta, provate: “Suggerisci esercizi dolci da fare seduti o in piedi vicino a una sedia, per mantenere equilibrio e forza nelle gambe, adatti a una persona di [età] con [eventuali limitazioni].” 💪

💡 Il trucco della settimana

Più dettagli date, meno vi tradisce.

Il piano che ricevete è utile quanto le informazioni che fornite. “Fammi un programma per correre” produce qualcosa di generico. “Fammi un programma per tornare a correre dopo due anni di fermo, con un vecchio problema al ginocchio destro, potendo uscire solo la mattina presto” produce qualcosa che potreste davvero seguire.

Vale anche per gli aggiustamenti: più siete specifici su cosa non ha funzionato, più il piano successivo si avvicina a quello giusto per voi. ✔️

🖼️ Il laboratorio visivo

La mappa del vostro percorso.

Questa settimana il laboratorio è un piccolo incentivo visivo. Descrivete a Gemini il tipo di percorso che fate di solito (un parco, il lungomare, le vie del quartiere) e il vostro obiettivo per il mese, poi chiedete:

“Crea l’illustrazione di una mappa avventurosa che rappresenti il mio percorso di allenamento del mese, con delle tappe da ‘sbloccare’ man mano che avanzo: [descrizione del percorso e obiettivo].”

Vederlo come un piccolo gioco con delle tappe, invece che come un dovere, aiuta più di quanto sembri nei giorni in cui la motivazione è bassa. 🗺️

📺 AI al telegiornale

Quando l’AI calcola l’età che sentite davvero.

Alcune catene di palestre italiane hanno iniziato a integrare sensori intelligenti e algoritmi predittivi che, oltre a costruire schede di allenamento personalizzate, calcolano una stima dell’età biologica della persona, distinta da quella anagrafica, e la aggiornano nel tempo in base ai progressi.

È un modo diverso di guardare alla forma fisica: non “quanti anni hai”, ma “quanto bene si muove il tuo corpo adesso”, con la possibilità concreta di migliorare quel numero mese dopo mese.

📮 La posta dei lettori

Un albero che non era un albero.

La settimana scorsa vi avevo chiesto se aveste mai scoperto il nome di una pianta grazie all’AI. Claudio, che ormai conoscete, ha una risposta che mi è piaciuta molto.

Gli è tornata in mente una foto scattata l’ottobre scorso: durante una passeggiata aveva notato quello che sembrava un albero, circondato da un numero impressionante di api. Chiese a un amico apicoltore di che pianta si trattasse, e la risposta lo spiazzò: “Guarda che l’albero è praticamente secco. Quello che vedi è edera.” L’amico gli spiegò che l’edera fiorisce tardi, quando molte altre fioriture sono finite, diventando una risorsa preziosa per le api, e gli parlò anche del miele di edera, uno degli ultimi della stagione, non semplice da raccogliere perché cristallizza molto in fretta.

Quest’anno Claudio ha ripreso quella vecchia foto e l’ha verificata con ChatGPT: le indicazioni dell’amico apicoltore erano sostanzialmente corrette, e ha potuto approfondire anche i dettagli sul miele. Ma la parte più bella della lettera è la riflessione finale:

“Quel giorno un apicoltore mi aveva fatto vedere qualcosa che io avevo davanti agli occhi senza riconoscerlo. Oggi l’intelligenza artificiale mi ha permesso di riprendere quella vecchia curiosità, verificarla e andare un po’ più a fondo. A volte conoscere qualcosa di nuovo non significa trovare qualcosa che non avevamo mai visto. Significa imparare a vedere diversamente qualcosa che avevamo già davanti agli occhi.”

Grazie Claudio, anche questa volta. 🐝

La domanda di questa settimana.

Avete mai provato a farvi costruire un piano di movimento dall’AI? È stato realistico, o dovete ancora aggiustarlo?

Scrivetemi: le storie più belle le riprenderò, in forma anonima, nella prossima Posta dei lettori. 📮

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👆 Io intanto ho chiesto il mio piano. Vediamo se dura più di una settimana. A martedì prossimo!

Cecilia Monti

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