Newsletter #34

AI in Cattedra

Duolingo chiude la versione per le scuole, prompt pronti per le lingue straniere, peer tutoring con l'IA e come valutare il parlato

📬 Cari lettori di AI Semplice

Si entra nel vivo dell’anno! Questo numero è dedicato alle lingue straniere: una notizia che riguarda da vicino chi le insegna, i prompt pronti per la materia, il peer tutoring con l’IA, come valutare il parlato e un angolo privacy sugli strumenti di traduzione.

Si parte. ✍️

📦 Lo sai che...

Valutazione nell’era AI: valutare il parlato (la produzione orale).

Il parlato è ciò che l’IA non può produrre al posto dello studente in un’interazione dal vivo — eppure spesso lo valutiamo poco. Nell’era dell’IA vale la pena dargli più spazio.

  • Usa una rubrica per l’orale: fluenza, pronuncia, lessico ed efficacia comunicativa — non solo la grammatica.
  • Dai compiti comunicativi, non traduzioni: “ordina al bar”, “racconta il weekend”, “convinci un compagno”.
  • Valuta in presenza brevi interazioni: bastano 2-3 minuti a testa.
  • Autovalutazione con registrazione: lo studente si riascolta e si valuta (con attenzione alla privacy — vedi sotto).
  • Costruisci task e rubrica con l’IA: “Crea un compito orale in [lingua] livello e una rubrica su 4 livelli per valutarlo.”

Come cambia per grado: alla primaria brevi scambi guidati e tanta lode; alle medie role-play a coppie con rubrica semplice; alle superiori interazioni più libere e autovalutazione.

🖐 Provalo tu

Prompt pronti · Materia della settimana: LINGUE STRANIERE.

Quattro prompt copia-incolla. Tre promemoria: niente dati personali degli studenti, verifica (l’IA può sbagliare sfumature e grammatica) e ricorda che la pronuncia va ascoltata, non solo letta.

  1. Dialogo situazionale a livelli“Crea un dialogo in [lingua] ambientato [al ristorante / in stazione…] per il livello [A1/A2/B1], con un piccolo glossario delle parole chiave in fondo.”

  2. Correzione che spiega“Ti incollo una frase di uno studente [senza nome] in [lingua]. Correggila spiegando l’errore in italiano, senza riscrivere tutto: 2 cose giuste, 2 da migliorare.”

  3. Comprensione su misura“Crea un breve testo in [lingua] di livello su [tema], con 6 domande di comprensione a difficoltà crescente. Non darmi le risposte.”

  4. Warm-up di conversazione“Genera 10 domande di conversazione in [lingua] su [tema], a difficoltà crescente, da usare come riscaldamento orale a coppie.”

Idea d’uso: il prompt 4 è perfetto per i primi 5 minuti di lezione, a coppie.

💡 Il trucco della settimana

La tecnica della settimana: peer tutoring con l’IA.

Nel peer tutoring uno studente che ha capito prima aiuta un compagno. Il bello? Imparano in due: chi spiega consolida ciò che sa. L’IA ti aiuta a preparare i materiali per lo “studente-tutor” in pochi minuti, così l’attività è guidata e non improvvisata.

Esempio pronto — La scheda del tutor: “Prepara una scheda per uno studente-tutor che deve spiegare [argomento] a un compagno: 3 punti chiave da trasmettere, 3 domande da fargli per verificare, e 2 errori tipici da correggere.”

Come cambia per grado: alla primaria coppie tutor-compagno su compiti brevi, a rotazione, con la tua regia; alla secondaria di I grado tutoring a coppie con la scheda guida e un obiettivo chiaro; alla secondaria di II grado tutoring strutturato, anche tra classi diverse (cross-age).

Nota: ruota i ruoli, così tutti fanno da tutor almeno una volta. E controlla le schede generate: l’IA prepara, ma è il tutor a spiegare.

📺 AI al telegiornale

La notizia della settimana: Duolingo chiude la versione per le scuole (dal 2027).

Notizia che ha fatto discutere i prof di lingue: Duolingo for Schools chiuderà il 31 luglio 2027. È lo strumento gratuito che permetteva agli insegnanti di gestire la classe, assegnare obiettivi e monitorare i progressi degli studenti. Duolingo ha spiegato di voler concentrarsi sull’esperienza di apprendimento principale, dopo essersi allargata ad altre materie (matematica, musica, scacchi).

Da sapere: non si possono più creare nuovi account o classi, quelle esistenti restano attive fino a quella data, e la normale app Duolingo resta gratuita per studenti e docenti.

👉 E in classe cosa significa? Nessuna corsa: hai un intero anno scolastico per decidere. Se usavi solo il cruscotto docente, valuta con calma un’alternativa (o lascia semplicemente che gli studenti usino l’app gratuita); nel frattempo esporta i dati che ti servono. La lezione più utile, però, è un’altra: non costruire la didattica su un unico strumento gratuito, perché può cambiare o sparire. Meglio abitudini che restano anche senza quella specifica app.

Fonti: Duolingo for Schools Help Center (avviso ufficiale di dismissione); Class Central (maggio 2026).

📮 La posta dei lettori

🔒 Angolo privacy & regole.

Occhio agli strumenti di traduzione e conversazione: molti registrano o inviano l’audio e i testi degli studenti a server esterni. Tre regole semplici:

  1. Nessun dato personale dentro questi strumenti (né audio con nomi/riferimenti).
  2. Preferisci strumenti adottati e verificati dalla scuola.
  3. Se registri il parlato per valutarlo, informa e non caricare le registrazioni su servizi non verificati.

Collegamento con la notizia di oggi: quando uno strumento chiude o cambia, i dati vanno gestiti ed esportati. Un motivo in più per non dipendere da un unico servizio.

❓ La domanda dei prof.

Questa settimana risponde direttamente Cecilia.

Alessandra ci scrive: “Ieri ho trovato un articolo inquietante: ‘L’AI potrebbe ucciderci tutti entro un decennio’. Ero curiosa di sapere il tuo parere.”

Capisco la preoccupazione: il titolo che gira in questi giorni fa davvero impressione. Ho approfondito con calma, ed ecco la sintesi.

Un ricercatore di Anthropic, Jacob Coxon, si è dimesso l'8 settembre accusando le grandi aziende di IA di correre verso una “superintelligenza che si auto-migliora” e scrivendo che chi la costruisce teme davvero possa “ucciderci tutti entro fine decennio”. Un altro ricercatore dell’azienda, Evan Hubinger (responsabile dell’allineamento e ancora in Anthropic), gli ha dato ragione ma ha aggiunto la parte che i titoli tagliano: il rischio riguarda sistemi futuri, molto più autonomi di quelli di oggi — non ChatGPT, Claude o Gemini che abbiamo sul telefono. Ha precisato che i modelli attuali presentano un rischio relativamente basso, e che quel “oltre il 10%” è la sua stima personale per il decennio, non un dato condiviso da tutta la comunità scientifica.

Il mio parere: non è una notizia da ignorare, ma nemmeno da vivere con ansia. Che chi lavora dentro queste aziende ne parli apertamente è un segno di responsabilità, non di allarme imminente. Nella pratica quotidiana — anche in classe — cambia poco o nulla: l’IA che usiamo oggi resta uno strumento, da maneggiare con la stessa attenzione critica di sempre.

Ne ho fatto anche un carosello passo-passo, senza allarmismi, su Instagram (@ceciuiii). Hai una domanda o un articolo che ti ha colpito? Rispondi a questa mail: la prossima potrebbe essere la tua. 📮

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Cecilia Monti

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