Newsletter #15

Il libro che mi ha rubato la voce

Un mese di silenzio, due libri chiusi, e quello che ho imparato su come si scrive davvero un libro

📬 Cari lettori di AI Semplice

Devo scusarmi con voi. È passato più di un mese dall’ultima newsletter, e per chi segue AI Semplice ogni martedì so che può essere sembrato un silenzio strano, forse persino preoccupante.

La verità è che stavo scrivendo. Anzi, stavo chiudendo due libri insieme, e le ultime settimane prima della consegna sono quelle che ti prosciugano di più: le rileggo per la decima volta, sistemo una frase, la rimetto come era prima, controllo una fonte, e il tempo sparisce senza che me ne accorga.

Sono usciti entrambi: un libro sull’intelligenza artificiale dedicato a tutti, pensato per chi vuole capire l’AI senza sentirsi in soggezione, e uno dedicato agli insegnanti, con una guida pratica su come portare l’AI in classe. Li trovate qui:

📘 Il libro per tutti

📗 Il libro per insegnanti

📦 Lo sai che...

Come si scrive davvero un libro.

Quando si pensa a “scrivere un libro” viene in mente qualcuno seduto alla scrivania che parte dalla prima pagina e arriva all’ultima. Nella realtà quasi nessun libro nasce così.

Io ho iniziato dalla scaletta: un elenco di argomenti, poi diviso in capitoli, poi riordinato altre tre volte perché quello che sembrava logico su carta non lo era più una volta scritto. Ho scritto prima i capitoli che sentivo più chiari nella mia testa, non il primo. Il capitolo introduttivo, quello che il lettore legge per primo, è stato uno degli ultimi che ho scritto per davvero.

Poi c’è la parte che nessuno racconta abbastanza: la revisione. Per ogni ora passata a scrivere, ne ho passate almeno altrettante a rileggere, tagliare, riscrivere la stessa frase in tre modi diversi finché non suonava giusta. Un libro breve e semplice da leggere è quasi sempre il risultato di un lavoro tutt’altro che breve o semplice da scrivere. 📝

🖐 Provalo tu

Trasforma le tue idee sparse in una scaletta di libro.

Non serve voler pubblicare un libro per provare questo esercizio: è utile anche solo per mettere ordine in un progetto, una tesi, o anche i pensieri per un discorso importante.

1️⃣ Aprite ChatGPT o Gemini e scrivete (o dettate) tutto quello che vi passa per la testa sull’argomento che vi interessa, senza preoccuparvi dell’ordine: anche solo un elenco disordinato di frasi va benissimo.

2️⃣ Chiedete: “Organizza questi appunti in una scaletta di capitoli, con un titolo per ciascuno e due righe che ne spieghino il contenuto.”

3️⃣ Infine chiedete: “Quale capitolo dovrei scrivere per primo, secondo te, per prendere confidenza con l’argomento?” Spesso la risposta vi sorprenderà: quasi mai è il primo della lista. 🗂️

💡 Il trucco della settimana

«Fai finta di essere il mio editor più severo».

Quando avete scritto qualcosa a cui tenete — un capitolo, un’email importante, un testo per il lavoro — provate a chiedere all’AI: “Fai finta di essere il mio editor più severo: dimmi cosa taglieresti, cosa non è chiaro, e dove mi sto ripetendo.”

È diverso dal chiedere semplicemente “correggi questo testo”. Qui state chiedendo un giudizio critico, non solo una correzione. Ed è esattamente il tipo di sguardo esterno di cui ha bisogno chiunque scriva qualcosa di lungo: quello che nella scrittura di un libro fa normalmente l’editor, e che spesso arriva solo alla fine, quando ormai il testo lo conoscete a memoria e non riuscite più a vederne i difetti. ✔️

🖼️ Il laboratorio visivo

La copertina del libro che non avete ancora scritto.

Questa settimana il laboratorio è dedicato a chi ha un’idea per un libro nel cassetto, anche solo abbozzata.

Scrivete a Gemini il titolo (anche provvisorio), l’argomento in una frase, e il tono che vorreste (serio, ironico, delicato, tecnico). Poi chiedete:

“Crea la copertina di un libro con questo titolo e questo tono, in stile editoriale moderno, con un’illustrazione che rappresenti il tema.”

Vedere la propria idea con una copertina, anche solo immaginaria, ha un effetto strano: la rende improvvisamente più reale, e a volte è proprio quello che serve per iniziare davvero a scriverla. 🎨

📺 AI al telegiornale

Sempre più autori scrivono (anche) con l’AI.

Non sono l’unica ad aver usato l’AI mentre scrivevo i miei libri, anche solo per organizzare appunti o testare la chiarezza di un capitolo. In Italia il fenomeno degli autori che integrano l’intelligenza artificiale nel proprio processo di scrittura è in crescita, dai divulgatori agli imprenditori che pubblicano libri di settore.

Il punto, riportano gli osservatori del settore, non è che l’AI scriva al posto dell’autore: viene usata soprattutto nelle fasi iniziali, per organizzare i capitoli e costruire una prima bozza, che poi l’autore rivede, corregge e rende davvero suo. La differenza, alla fine, la fa sempre la capacità di trasformare idee ed esperienza personale in qualcosa che parli a chi legge.

È esattamente quello che ho provato a fare io in questi due libri, e quello che provo a fare ogni martedì in questa newsletter. 📖

Se volete saperne di più, trovate l'articolo completo qui: Libri e intelligenza artificiale, cresce il fenomeno degli autori che scrivono con l'AI — Voce Nuova

📮 La posta dei lettori

Una pausa, questa settimana.

Questa settimana la posta dei lettori fa una pausa: con due libri da chiudere non sono riuscita a raccogliere le vostre lettere come faccio di solito, e non volevo inventarmi risposte che non vi rendessero giustizia.

Ma torna regolarmente da martedì prossimo, e mi piacerebbe ripartire proprio da voi: se in questo mese avete provato a scrivere qualcosa con l’aiuto dell’AI — un’email difficile, un progetto, persino un capitolo di un libro che avete in mente — scrivetemi. Le storie più belle le riprenderò, in forma anonima, nella prossima Posta dei lettori. 📮

☕ Questa newsletter è gratuita e lo resterà sempre. Se vi fa piacere darmi una mano a portarla avanti, potete offrirmi un caffè!

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👆 Spero che questa settimana troviate il tempo per buttare giù, anche solo in un elenco disordinato, un'idea che vi portate dietro da tempo: un libro, un progetto, una lettera importante. E adesso tocca a voi: avete mai provato a chiedere all'AI di fare l'editor più severo con qualcosa che avete scritto? Scrivetemi: le storie più belle le riprenderò in forma anonima nella prossima Posta dei lettori. A martedì prossimo!

Cecilia Monti

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