Newsletter #21

AI in Cattedra

AI Act pienamente applicabile da agosto, prompt pronti per l'italiano, un role play in classe e come valutare nell'era dell'IA

📬 Cari lettori di AI Semplice

Benvenute e benvenuti al primo numero di AI in Cattedra, la newsletter che ogni settimana ti dà una notizia da capire, prompt pronti all’uso, una tecnica da provare in classe e la nostra rubrica sulla valutazione nell’era dell’IA. Niente allarmismi, niente tecnicismi: solo cose che puoi usare lunedì mattina.

Partiamo. ✍️

📦 Lo sai che...

Valutazione nell’era AI: verifiche a prova di copia-incolla.

È la domanda numero uno di questi mesi: come valuto se lo strumento può fare il compito al posto loro? La risposta non è vietare, ma cambiare il tipo di compito. Cinque mosse:

  1. Chiedi il processo, non solo il prodotto. Fai consegnare bozze, appunti, o una breve spiegazione orale del “come ci sono arrivato”.
  2. Aggancia al vissuto della classe. Collega la consegna a un testo letto insieme, a un’uscita, a dati raccolti in aula: cose che l’IA non conosce.
  3. Valuta in presenza. Un orale breve, la difesa del proprio lavoro, una produzione svolta in classe pesano più di dieci compiti a casa.
  4. Usa l’IA apertamente… per criticarla. “Fatti dare una risposta dall’IA, poi correggila e spiega dove sbaglia”: valuti il pensiero critico, non la memoria.
  5. Rubriche che premiano il ragionamento, non solo la risposta esatta.

Come cambia per grado: alla primaria punta sull’orale e sul lavoro fatto in classe, sotto i tuoi occhi; alla secondaria di I grado introduci la consegna delle bozze e la mini-difesa orale; alla secondaria di II grado vai su compiti autentici (progetti, casi reali) con uso critico dichiarato dell’IA.

🖐 Provalo tu

Prompt pronti · Materia della settimana: ITALIANO.

Quattro prompt copia-incolla. Sostituisci le parti tra [ ] con i tuoi contenuti. Una regola d’oro prima di iniziare: non inserire mai nomi, cognomi o dati personali degli studenti.

  1. Spiegazione a tre livelli“Spiega il concetto di [metafora / promessi sposi / analisi logica…] per studenti di [classe/età]. Dammi tre versioni: una molto semplice, una intermedia e una più avanzata. Usa un esempio concreto per ciascuna.”

  2. Comprensione del testo su misura“Ti incollo un testo. Crea 8 domande di comprensione ordinate per difficoltà crescente: 3 letterali, 3 inferenziali, 2 di riflessione personale. Non darmi le risposte. Testo: [incolla qui il brano]”

  3. Correzione che insegna (non riscrive)“Ti incollo il testo di uno studente [senza nome]. Dammi un feedback in questo formato: 2 punti di forza, 2 cose da migliorare con un esempio pratico per ciascuna. Non riscrivere il testo al posto suo. Testo: [incolla qui]”

  4. Esercizio “trova l’errore”“Scrivi un breve testo di [6-8] righe sul tema […] adatto alla [classe], inserendo di proposito [5] errori di [ortografia / punteggiatura / concordanza]. In fondo, separatamente, elenca gli errori e la correzione, così posso nasconderli agli studenti.”

Idea d’uso: il prompt 4 diventa in due minuti una scheda di ripasso da proiettare o stampare.

💡 Il trucco della settimana

La tecnica della settimana: role play con l’IA.

L’IA può diventare un personaggio con cui gli studenti dialogano: un autore, un personaggio storico, uno scienziato, un cliente in lingua straniera, un avversario in un dibattito. Si impara facendo domande, non ascoltando.

Esempio pronto — Intervista impossibile: “Interpreta [Dante / Galileo / un antico romano…]. Rispondi in prima persona, restando fedele all’epoca e alle sue idee. Se ti chiedo qualcosa che non potevi sapere, dillo con garbo. Aspetta le mie domande.”

Poi gli studenti preparano e pongono le domande. Ottimo per allenare ricerca, formulazione e senso critico (chi verifica se il “personaggio” ha detto una cosa esatta?).

Come cambia per grado: alla primaria la gestisci tu, proiettato alla LIM, scrivendo le domande della classe; alla secondaria di I grado a piccoli gruppi con la tua supervisione, con domande preparate prima; alla secondaria di II grado gli studenti conducono l’intervista in autonomia e poi fact-checkano le risposte.

Nota di sicurezza: la conduci tu o avviene sotto supervisione; nessun dato personale nel dialogo.

📺 AI al telegiornale

La notizia della settimana: AI Act pienamente applicabile dal 2 agosto, cosa cambia per la scuola.

Da inizio agosto il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act, Reg. UE 2024/1689) è diventato applicabile per gran parte dei suoi obblighi. Tradotto: la scuola non è più in una “zona grigia”, e con l’anno scolastico 2026-2027 entriamo in una stagione con regole chiare.

Due cose concrete che ti riguardano da vicino:

  1. Trasparenza. Quando in classe (o in segreteria) si usa un chatbot o un assistente IA, e quando si mostra un contenuto — testo, immagine, audio — generato dall’IA, va segnalato in modo chiaro. Non è un cavillo: è già didattica del pensiero critico.

  2. Sistemi “ad alto rischio”. Molti strumenti IA usati per decidere ammissioni o per valutare gli apprendimenti rientrano nella categoria ad alto rischio, con obblighi più stringenti. Utile saperlo prima di adottare piattaforme che “danno voti” o profilano gli studenti.

Ricorda anche che da febbraio 2025 valgono già l’obbligo di alfabetizzazione all’IA per il personale e il divieto di alcune pratiche (tra cui il riconoscimento delle emozioni in ambito educativo, salvo casi di salute o sicurezza). Sul fronte italiano, il MIM ha pubblicato nel 2025 le Linee guida per l’IA nelle scuole: documenti di indirizzo preziosi, ma non un decreto vincolante — conviene tenere d’occhio le circolari che arriveranno.

👉 E in classe cosa significa? La prossima volta che usi un assistente IA con gli studenti o proietti un’immagine generata, dillo apertamente: “questo l’ha fatto un’IA”. Mostri trasparenza e insegni a farsi la domanda giusta davanti a ogni contenuto.

Fonti: Tecnica della Scuola, News Istruzione (agosto 2026); Linee guida MIM sull’IA a scuola (2025); Regolamento UE 2024/1689.

📮 La posta dei lettori

⚠️ Errore da evitare: incollare dati personali degli studenti in un’IA pubblica.

Nomi, cognomi, valutazioni, un tema con informazioni identificabili: una volta inseriti in uno strumento non verificato, escono dal tuo controllo. Con GDPR e AI Act non è solo poco prudente, è potenzialmente una violazione.

La correzione in 10 secondi: anonimizza sempre (usa “lo studente”, iniziali o segnaposto), e preferisci strumenti adottati e verificati dalla scuola.

Hai una domanda sull’IA in classe? Rispondi a questa mail. Le migliori finiranno nella nuova rubrica “La domanda dei prof”. 📮

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👆 Se questo numero ti è stato utile, inoltralo a un collega. La settimana prossima: prompt pronti per Matematica e una tecnica di cooperative learning con l'IA. A mercoledì prossimo!

Cecilia Monti

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