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AI in Cattedra

Formazione IA obbligatoria entro l'autunno, prompt pronti per matematica, cooperative learning con l'IA e la scala d'uso nelle consegne

📬 Cari lettori di AI Semplice

Bentornate e bentornati al secondo numero di AI in Cattedra. Come promesso, questa settimana si parla di matematica e di lavoro di gruppo: due terreni dove l’IA può fare più danni che bene se la si usa male, e dove invece funziona benissimo se le si dà il posto giusto.

Come sempre: niente allarmismi, niente tecnicismi, solo cose che puoi usare lunedì mattina. ✍️

📦 Lo sai che...

Valutazione nell’era AI: la scala d’uso, dillo tu prima che lo chiedano loro.

Nel numero scorso abbiamo visto come rendere le consegne meno delegabili all’IA. Questa settimana il passo successivo, ed è il più semplice: scrivere su ogni consegna quanto uso dell’IA è consentito.

Gran parte dei problemi nasce dall’ambiguità. Lo studente non sa se sta barando, tu non sai cosa contestare. Una scala a quattro livelli risolve quasi tutto:

  • Livello 0 — IA non consentita. Prova in classe, verifica, produzione autonoma.
  • Livello 1 — IA per capire. Puoi farti spiegare concetti o chiarire dubbi, ma il testo consegnato è interamente tuo.
  • Livello 2 — IA come assistente. Puoi usarla per generare idee, esempi o una struttura, dichiarando in fondo cosa hai chiesto e cosa hai cambiato.
  • Livello 3 — IA come oggetto di studio. Devi usarla, e il compito è proprio analizzarne, correggerne o criticarne l’output.

Basta una riga in cima al compito: “Consegna di livello 1.”

Come cambia per grado: alla primaria bastano due soli livelli, 0 e 3, spiegati a parole (“questo lo fai da solo” / “questo lo facciamo insieme al computer per scoprire dove sbaglia”); alla secondaria di I grado introduci il livello 2 con la dichiarazione finale in tre righe; alla secondaria di II grado usa tutti e quattro i livelli e valuta anche la qualità della dichiarazione: come l’ha usata dice molto di quanto ha capito.

Il vantaggio non è solo il controllo. È che l’uso dell’IA smette di essere un segreto da nascondere e diventa una cosa di cui si parla in classe.

🖐 Provalo tu

Prompt pronti · Materia della settimana: MATEMATICA.

Quattro prompt copia-incolla. Sostituisci le parti tra [ ] con i tuoi contenuti. Vale sempre la regola d’oro: mai nomi, cognomi o dati personali degli studenti.

Una premessa onesta: sui calcoli l’IA sbaglia più spesso di quanto immagini. Per questo i prompt qui sotto la usano dove è davvero forte — spiegare, variare, costruire esercizi — e mai come calcolatrice di cui fidarsi a occhi chiusi.

  1. Lo stesso concetto, tre strade diverse“Spiega [le frazioni equivalenti / il teorema di Pitagora / le equazioni di primo grado…] a studenti di [classe/età] in tre modi diversi: con un esempio della vita quotidiana, con un’immagine mentale o analogia, e con un procedimento passo passo. Non usare formalismi inutili.”

  2. Batteria di esercizi a difficoltà crescente“Genera 10 esercizi su [argomento] per la [classe], ordinati per difficoltà crescente: 4 di applicazione diretta, 4 con un passaggio in più, 2 problemi contestualizzati in situazioni reali. Dammi solo i testi. Le soluzioni mettile in fondo, separate, così posso nasconderle.”

  3. Analisi dell’errore (la più utile di tutte)“Ti incollo lo svolgimento sbagliato di uno studente [senza nome]. Non correggerlo. Dimmi invece: qual è il probabile errore di ragionamento dietro questo passaggio, e quale domanda potrei fargli per farglielo scoprire da solo. Svolgimento: [incolla qui]”

  4. Il problema al contrario“Ti do la soluzione: [risultato]. Costruisci tre problemi diversi, adatti alla [classe], che portino tutti a questa soluzione, ambientati in contesti differenti. Indica per ciascuno quale competenza mette alla prova.”

Idea d’uso: il prompt 3 è oro nelle correzioni. Invece di scrivere “sbagliato” sul quaderno, arrivi in classe con la domanda giusta da fare a quello studente.

💡 Il trucco della settimana

La tecnica della settimana: cooperative learning con l’IA.

Il rischio del lavoro di gruppo con l’IA lo conosciamo tutti: uno solo digita, gli altri guardano, e in cinque minuti c’è un elaborato che non ha pensato nessuno.

La tecnica che funziona ribalta l’ordine: prima il gruppo, poi l’IA.

Il gruppo sfida l’IA — tre fasi, una lezione.

  • Fase 1 — Il gruppo produce (15 min). I gruppi risolvono il compito da soli, senza strumenti. Nessuno tocca l’IA. Il risultato va messo per iscritto.
  • Fase 2 — Entra l’IA (10 min). Solo ora ogni gruppo pone la stessa domanda all’assistente e stampa o trascrive la risposta: “Risolvi questo problema spiegando ogni passaggio: [problema]. Alla fine indica quali passaggi sono i più delicati e dove è più facile sbagliare.”
  • Fase 3 — Il confronto (20 min). Ogni gruppo deve rispondere a tre domande e sostenerle davanti alla classe: dove la nostra risposta e quella dell’IA divergono? Chi ha ragione, e come lo dimostriamo? Cosa spiega meglio l’IA, e cosa spieghiamo meglio noi?

Il voto — se c’è — va sulla fase 3, non sul risultato.

Come cambia per grado: alla primaria fai tu la fase 2 alla LIM, con la classe che detta la domanda, e il confronto resta orale e collettivo; alla secondaria di I grado gruppi di 3-4, con la fase 3 guidata da una griglia di domande che consegni tu; alla secondaria di II grado i gruppi conducono tutto in autonomia e presentano un breve “verdetto” argomentato.

Nota di sicurezza: nessun dato personale nel dialogo, e la fase 2 avviene sotto la tua supervisione.

📺 AI al telegiornale

La notizia della settimana: formazione IA obbligatoria, i corsi vanno chiusi entro l’autunno.

Se a giugno hai visto passare mail sugli “snodi formativi” e le hai archiviate per settembre, è il momento di riaprirle.

Il DM 219/2025 ha stanziato 100 milioni del PNRR per la formazione sull’intelligenza artificiale nelle scuole. Dopo il bando di primavera, le attività formative sono partite ad aprile e — questo è il punto — devono concludersi entro settembre-ottobre 2026, con la rendicontazione nei termini PNRR.

Tradotto: il rientro non sarà solo programmazioni e orari. In molti istituti ci saranno percorsi da completare, e chi arriva senza sapere di cosa si tratta li vivrà come l’ennesimo adempimento.

Due cose concrete che ti riguardano da vicino:

  1. Non è solo software. I percorsi previsti dal decreto uniscono workshop, laboratori pratici con applicazioni IA e — soprattutto — sviluppo di competenze per un uso critico, etico e responsabile. La parte “critica” pesa quanto quella tecnica.

  2. Vale come formazione riconosciuta. Se devi scegliere tra più proposte, verifica quale sia collegata allo snodo formativo del tuo territorio: è quella che entra nel percorso finanziato.

👉 E in classe cosa significa? Poco, nell’immediato. Ma è l’occasione per arrivare a settembre con una posizione tua sull’IA invece che con quella che ti verrà raccontata in collegio. Chi ha già provato uno strumento parla in modo diverso da chi ne ha solo sentito parlare.

Fonti: Avviso MIM prot. n. 73226 del 27 marzo 2026; DM 219 dell'11 novembre 2025; Agenda Digitale, Wikiscuola (2026).

📮 La posta dei lettori

⚠️ Errore da evitare: usare un rilevatore di IA come prova.

I software che promettono di stabilire se un testo è stato generato hanno tassi di falsi positivi molto alti, e colpiscono più spesso proprio chi scrive in modo pulito e scolastico — o chi non è madrelingua. Basarci una contestazione significa rischiare di accusare uno studente che non ha fatto nulla, senza poterlo dimostrare.

La correzione in 10 secondi: trattalo come un indizio, mai come una sentenza. Se hai un dubbio, la strada solida è un’altra: due domande orali sul testo consegnato. Chi l’ha scritto sa rispondere.

Hai una domanda sull’IA in classe? Rispondi a questa mail. Le migliori finiranno nella rubrica “La domanda dei prof”. 📮

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👆 Se questo numero ti è stato utile, inoltralo a un collega. La settimana prossima: prompt pronti per Storia e una tecnica per differenziare la stessa lezione su tre livelli senza rifarla tre volte. A mercoledì prossimo!

Cecilia Monti

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