AI in Cattedra
Sette docenti su dieci usano l'IA (ma da soli), prompt pronti per arte e immagine, le routine di pensiero, valutare il processo creativo e una risorsa per la Code Week
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Questa settimana si guarda: una notizia che fotografa come usiamo davvero l’IA a scuola, i prompt pronti per arte e immagine, le routine di pensiero (visible thinking), come valutare il processo creativo quando le immagini si generano con un clic e, per la prima volta, una risorsa pronta da usare subito.
Si parte. ✍️
📦 Lo sai che...
Valutazione nell’era AI: valutare il processo creativo, non solo il risultato.
Se un’immagine si può generare in dieci secondi, valutare solo il prodotto finale ha sempre meno senso. In arte, del resto, il processo è sempre stato una parte importante del lavoro: l’IA ci obbliga solo a renderlo visibile.
- Il diario di bordo: schizzi, prove, scarti, foto delle fasi intermedie. Si consegna insieme all’elaborato e conta nella valutazione.
- Le scelte motivate: tre righe per spiegare perché quel colore, quella composizione, quel materiale. È lì che si vede se uno studente ha capito cosa stava facendo.
- L’IA dichiarata: se ha usato un’immagine generata come spunto o riferimento, lo scrive e la allega. Usarla non è vietato; non dichiararlo sì.
- Il lavoro a mano in classe: almeno una parte del lavoro si fa in aula, davanti a te. Non per sospetto, ma perché è lì che puoi dare un consiglio mentre lo studente lavora.
- Costruisci la rubrica con l’IA: “Crea una rubrica su 4 livelli per valutare un elaborato di arte e immagine della [classe], con criteri su ricerca e progettazione, uso della tecnica, originalità delle scelte e capacità di motivarle.”
Come cambia per grado: alla primaria il diario di bordo è una serie di foto scattate da te e commentate a voce dai bambini; alle medie un quaderno di schizzi con poche righe di motivazione per ogni fase; alle superiori un portfolio con riferimenti, prove e una breve relazione sulle scelte, IA compresa.
🖐 Provalo tu
Prompt pronti · Materia della settimana: ARTE E IMMAGINE.
Quattro prompt copia-incolla. Due promemoria: niente dati personali né foto degli studenti (neanche dei loro disegni, se compaiono nomi o volti), e l’IA sbaglia spesso date, autori e collocazioni delle opere: controlla sempre sul libro o sul sito del museo.
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Guardare prima di sapere — “Sei un insegnante di arte e immagine di [classe]. Sto per mostrare in classe [titolo dell’opera, autore]. Non descriverla e non spiegarla. Preparami 6 domande di osservazione in ordine crescente, che portino gli studenti dal ‘cosa vedo’ al ‘perché l’artista avrà fatto questa scelta’, senza mai dare la risposta.”
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Dalla parola all’immagine — “Gli studenti di [classe] hanno descritto a parole questa opera senza nominarla: [incolla la descrizione scritta dalla classe]. Genera un’immagine che segua solo e soltanto questa descrizione, senza aggiungere dettagli che non ci sono.” Poi confrontate l’immagine generata con l’originale: ogni differenza è un dettaglio che la classe non ha osservato, o non ha saputo dire. È un esercizio di descrizione potentissimo.
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Caccia all’errore nell’immagine generata — “Genera un’immagine in stile [Impressionismo / Rinascimento / Pop Art] che rappresenti [soggetto]. Poi elencami a parte 5 caratteristiche dello stile che gli studenti dovrebbero ritrovare nell’immagine, e 3 elementi che un vero artista di quel periodo non avrebbe mai usato.”
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Il colore che racconta — “Prepara per la [classe] un’attività sul colore a partire da [opera]: 4 domande sulle scelte cromatiche dell’artista, un esercizio pratico di 30 minuti in cui gli studenti rifanno un dettaglio dell’opera con una palette completamente diversa, e 2 domande finali su come cambia l’emozione.”
Idea d’uso: il prompt 2 funziona benissimo come attività d’ingresso a un nuovo periodo artistico. Gli studenti scoprono da soli che guardare bene è una competenza, non un talento.
💡 Il trucco della settimana
La tecnica della settimana: le routine di pensiero con l’IA.
Le routine di pensiero (visible thinking) sono brevi sequenze di domande, sempre uguali, che rendono “visibile” il modo in cui gli studenti ragionano. Le ha sviluppate il Project Zero dell’Università di Harvard e funzionano in tutte le materie, ma con le immagini danno il meglio. Tre routine da provare:
- Vedo, penso, mi chiedo → cosa vedo davvero (senza interpretare), cosa penso che significhi, cosa mi chiedo ancora.
- Colore, simbolo, immagine → scegli un colore, un simbolo e un’immagine che rappresentano l’idea centrale dell’opera, e spiega perché.
- Prima pensavo, ora penso → da usare alla fine: com’è cambiata la mia idea dopo la lezione?
Il ruolo giusto per l’IA, qui, è preparare gli stimoli, non rispondere al posto degli studenti: trovare l’immagine giusta per una routine, preparare le domande di rilancio, suggerire come collegare la routine al resto dell’unità.
Esempio pronto — La routine su misura: “Sto preparando la routine ‘Vedo, penso, mi chiedo’ su [opera o immagine] per la [classe]. Dammi 3 domande di rilancio per ciascuna fase, da usare se la classe si blocca, e 2 curiosità sull’opera da svelare solo alla fine. Non anticipare interpretazioni nelle domande.”
Come cambia per grado: alla primaria “Vedo, penso, mi chiedo” a voce, in cerchio, con un’immagine grande alla lavagna, e tu scrivi le idee su tre cartelloni (l’IA la usi solo tu, per preparare); alla secondaria di I grado routine scritte su post-it, poi confronto a coppie, con “Colore, simbolo, immagine” perfetta per le opere più astratte; alla secondaria di II grado routine come apertura e chiusura di un’unità, con “Prima pensavo, ora penso” raccolto per iscritto: diventa anche materiale per la valutazione.
Nota: una routine funziona quando diventa un’abitudine. Meglio la stessa routine per un mese che una diversa ogni settimana.
📺 AI al telegiornale
La notizia della settimana: sette docenti su dieci usano l’IA. Due su tre hanno imparato da soli.
A fine settembre è uscita un’indagine su 1.294 insegnanti di ogni ordine e grado, condotta da Spaggiari, La Fabbrica e l’Associazione Nazionale Presidi. I numeri principali:
- il 70% dei docenti usa l’intelligenza artificiale, ma solo la metà la porta in classe;
- il 67% ha imparato da solo; solo il 20% ha ricevuto una formazione dalla scuola o dal Ministero;
- il 96% usa le versioni gratuite degli strumenti, e più della metà assistenti generalisti come ChatGPT, Claude o Gemini;
- in classe, chi la usa lo fa soprattutto per generare testi e immagini (22%) e per inclusione e personalizzazione (22%);
- il vantaggio più citato è il risparmio di tempo (47%).
👉 E in classe cosa significa? Due cose. La prima: se ti senti “autodidatta”, sei in ottima compagnia, ed è proprio per questo che esistono numeri come questo. La seconda riguarda il tema di oggi: generare immagini è uno degli usi più diffusi in aula, ma anche quello su cui si riflette meno. Un’immagine generata in dieci secondi è un ottimo punto di partenza per allenare lo sguardo, a patto di non trattarla come un’opera finita.
Fonte: indagine Spaggiari, La Fabbrica e ANP sui docenti e l’intelligenza artificiale, ripresa da Il Fatto Quotidiano, 28 settembre 2026.
📮 La posta dei lettori
📦 Risorsa pronta: la Code Week (10-25 ottobre).
Dal 10 al 25 ottobre torna la EU Code Week, la settimana europea della programmazione. Quest’anno il tema è dedicato proprio all’intelligenza artificiale: costruire comunità più forti e consapevoli nell’era dell’IA.
- Partecipare è gratuito: basta proporre un’attività con la propria classe (anche di un’ora) e registrarla sulla mappa europea.
- Sul sito italiano codeweek.it trovi attività già pronte, webinar e proposte per tutti gli ordini di scuola, anche senza computer.
- Il 12 ottobre dalle 14 alle 16 c’è l’evento online di apertura.
Un’idea che lega la Code Week a questo numero: un’attività di “coding unplugged” sull’arte. Gli studenti scrivono le istruzioni passo passo per ridisegnare un’opera semplice (un quadro di Mondrian è perfetto), un compagno le esegue alla lettera senza vedere l’originale. Si scopre subito perché a un computer, e anche a un’IA, le istruzioni vanno date con precisione.
Fonti: codeweek.eu, codeweek.it.
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