Le foto dei nostri figli, nell'era dell'AI
Pubblichiamo una foto del primo giorno di scuola senza pensarci due volte. Oggi però una foto non resta più quella che abbiamo scattato: cosa cambia con l'intelligenza artificiale, e qualche regola semplice per proteggerli senza smettere di condividere
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Undicesimo capitolo, e questa volta parto da un gesto che facciamo tutti: la foto del compleanno nel gruppo dei parenti, quella della recita sul profilo, il selfie al mare con i figli che sorridono. Sono momenti belli e condividerli è naturale. Non vi chiederò di smettere.
Vi chiedo però di guardare quelle foto con un occhio in più, perché negli ultimi due anni è cambiata una cosa importante: con l’intelligenza artificiale una foto può essere presa, modificata e trasformata in qualcos’altro, in pochi secondi e da chiunque. Parliamone con calma, senza allarmismi, e con qualche regola pratica che si mette in atto in dieci minuti. 📸
📦 Lo sai che...
In Italia diffondere un “deepfake” che danneggia qualcuno è reato.
Si chiamano deepfake le immagini, i video o le voci falsificati con l’intelligenza artificiale in modo così realistico da sembrare veri. Dall’ottobre 2025, con la legge italiana sull’intelligenza artificiale, il codice penale prevede un reato apposito: chi diffonde senza consenso immagini, video o voci falsificati con l’AI, causando un danno a una persona, rischia la reclusione da uno a cinque anni.
È una buona notizia, perché dà alle famiglie uno strumento in più per difendersi. Ma la protezione migliore resta quella che viene prima: ridurre le occasioni in cui le foto dei nostri figli finiscono nelle mani sbagliate. ⚖️
🖐 Provalo tu
Proteggere senza rinunciare, età per età.
👶 Fino agli 8 anni: le regole valgono soprattutto per noi. A questa età le foto le pubblichiamo noi. Tre abitudini semplici: profilo privato, visibile solo a persone che conoscete davvero; niente foto in costume, in bagno o mentre si cambiano, nemmeno le più tenere; niente dettagli che dicono dove si trovano (il nome della scuola sul grembiule, la via di casa). Se non sapete come rendere privato il vostro profilo, chiedete all’AI: “Spiegami passo passo come rendere privato il mio profilo [Instagram / Facebook / WhatsApp] e decidere chi vede le mie foto.”
🧒 9-13 anni: il permesso, anche per una foto. È l’età giusta per introdurre una regola che vale in tutte e due le direzioni: non si pubblica la foto di nessuno senza chiedergli il permesso. Né i genitori quella dei figli, né i figli quella dei compagni. Cominciate voi: prima di postare una foto, chiedete “Posso metterla?”. Vostro figlio imparerà a farlo con gli altri molto più in fretta di qualsiasi predica.
🧑 14+ anni: la conversazione sul deepfake. Con i più grandi si può parlare apertamente. Che cos’è un deepfake, perché ne esistono anche di molto cattivi, e soprattutto cosa fare se capita a loro o a un compagno: non condividere l’immagine, non rispondere a chi minaccia, salvare le prove (screenshot, nomi, date) e dirlo subito a un adulto. L’idea più importante da far passare: chi è vittima di un deepfake non ha nessuna colpa, e non deve vergognarsi di chiedere aiuto. 💬
💡 Il trucco della settimana
Il test dei sedici anni.
Prima di pubblicare una foto di vostro figlio, fatevi una domanda sola: “A sedici anni, sarebbe contento di vederla in giro?” La foto della torta di compleanno, probabilmente sì. Quella in cui piange, è in pigiama o fa il bagnetto, probabilmente no.
È un test che non richiede di conoscere la tecnologia, di leggere regolamenti o di installare app. Basta immaginare il ragazzo o la ragazza che diventerà. E funziona anche per noi adulti, con le nostre foto. ✔️
🖼️ Il laboratorio visivo
L’illustrazione al posto della foto.
Per l’immagine del profilo WhatsApp di famiglia, per l’invito alla festa di compleanno o per gli auguri di Natale non serve per forza una foto vera. Provate a chiedere a Gemini:
“Crea un’illustrazione allegra in stile libro per bambini di una famiglia di quattro persone che fa un picnic in un prato d’autunno, con un cane e un aquilone. Personaggi inventati, senza somiglianze con persone reali.”
Un consiglio importante: descrivete, non caricate le foto dei vostri figli. L’illustrazione funziona lo stesso, è carina da condividere, e non espone il loro volto a nessuno. 🎨
📺 AI al telegiornale
Crescono le immagini di minori manipolate con l’AI.
A inizio ottobre l’associazione Meter, che da anni si occupa di tutela dei minori online, ha diffuso i dati del suo monitoraggio: a settembre 2026 ha individuato 592 minori coinvolti in immagini manipolate con l’intelligenza artificiale, in casi rilevati in Italia, Messico, Spagna e Stati Uniti. Nello stesso mese dell’anno scorso erano stati 125.
Il dettaglio che riguarda da vicino noi genitori è da dove arrivano quelle immagini: foto scattate a scuola o in palestra, e soprattutto storie e post pubblicati su profili social pubblici. Non serve allarmarsi né sparire dai social: serve sapere che un profilo privato e qualche foto in meno fanno davvero la differenza.
Se doveste mai trovarvi in questa situazione, ricordate: non condividete l’immagine, salvate le prove e rivolgetevi alla Polizia Postale, anche online su commissariatodips.it. 🛡️
Se volete saperne di più, trovate l'articolo completo qui: Deepnude e intelligenza artificiale: è boom di minori vittime di abusi digitali — Borderline24
📮 La posta dei lettori
La domanda di questa settimana.
La settimana scorsa vi avevo chiesto qual è l’ultima cosa che vostro figlio vi ha insegnato.
Scrivetemi, in forma anonima se preferite: le storie più utili le riprenderò nella prossima Posta dei lettori. 👆
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