Newsletter #48

La vostra storia, prima che si perda

Gli aneddoti di famiglia che raccontiamo a voce e che nessuno ha mai scritto: come farsi intervistare dall'AI e trasformare i ricordi in pagine da lasciare ai nipoti, con le vostre parole

📬 Cari lettori di AI Semplice

In ogni famiglia c’è qualcuno che, a tavola, comincia con “Vi ho mai raccontato di quando…” e tutti sorridono, perché la storia la conoscono già. Il primo lavoro, il viaggio in treno per andare a trovare la fidanzata, la casa dei nonni con il pozzo in cortile. Sono storie preziose, eppure quasi mai qualcuno le scrive.

Questa settimana vi propongo un lavoro lento e bellissimo: usare l’AI non per scrivere al posto vostro, ma per aiutarvi a ricordare, mettere in ordine e conservare. Con una regola: le parole devono restare le vostre. 📖

📦 Lo sai che...

L’AI è un’ottima intervistatrice.

Siamo abituati a fare domande all’AI. Ma si può fare anche il contrario: chiederle di fare le domande a noi. E le domande, spesso, sono proprio quello che serve per ricordare. Un ricordo non torna quando ci sforziamo di pensarci: torna quando qualcuno ci chiede “E com’era la cucina? Che odore c’era?”.

Un’intervistatrice paziente, che non si stanca, che non ha fretta e che si può interrompere quando si vuole: è difficile trovarne una migliore per cominciare. 🎙️

🖐 Provalo tu

Il primo capitolo in tre mosse.

1️⃣ L’intervista. Aprite ChatGPT o Gemini, meglio a voce, e dite: “Vorrei scrivere i ricordi della mia infanzia per i miei nipoti. Fammi un’intervista: una domanda alla volta, aspetta la mia risposta, e fai domande sui dettagli: luoghi, persone, odori, oggetti.” Rispondete con calma, anche per mezz’ora. Si può riprendere un altro giorno.

2️⃣ Il racconto. Alla fine chiedete: “Ora metti in ordine quello che ti ho raccontato in un breve capitolo, in prima persona, usando il più possibile le mie parole e le mie espressioni.” Rileggetelo: dove non vi riconoscete, ditelo e fatelo correggere.

3️⃣ L’indice della vita. Quando avete preso confidenza, chiedete: “Proponimi un indice di dieci capitoli per raccontare la mia vita ai miei nipoti: infanzia, scuola, lavoro, famiglia, luoghi, momenti difficili, cose che ho imparato.” Un capitolo a settimana, e in pochi mesi avrete un piccolo libro. ✍️

💡 Il trucco della settimana

“Non cambiare il mio modo di parlare”.

Quando chiediamo all’AI di sistemare un testo, lei tende a renderlo “bello”: frasi più lunghe, parole più ricercate, un tono da romanzo. Il risultato è corretto, ma non sembriamo più noi. Per i ricordi è un peccato: il nipote vuole sentire la voce del nonno, non quella di un manuale.

La soluzione è dirlo chiaramente: “Correggi solo gli errori di ortografia e punteggiatura. Non cambiare le mie parole, i miei modi di dire e il mio dialetto.” Funziona con i ricordi, ma anche con una lettera, un biglietto d’auguri, un messaggio importante. ✔️

🖼️ Il laboratorio visivo

La copertina del vostro libro.

Quando avete scritto il primo capitolo, regalategli una copertina. Scrivete a Gemini:

“Crea la copertina di un libro di ricordi, in stile acquerello d’altri tempi, con il titolo ‘[titolo, es. Quando eravamo in via Garibaldi]’. Al centro un’illustrazione di [un luogo della vostra infanzia descritto con qualche dettaglio: la cascina, la piazza del paese, la spiaggia].”

Stampatela e mettetela davanti ai fogli. Anche se il libro è ancora tutto da scrivere, vederlo con una copertina fa venire voglia di continuare. 🎨

📺 AI al telegiornale

Corsi sull’intelligenza artificiale anche per gli adulti.

Una novità che riguarda da vicino molti di voi. L'8 ottobre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo n. 179 del 2026, che porta le regole europee sull’intelligenza artificiale dentro la scuola italiana. Si parla soprattutto di insegnanti e studenti, ma c’è un passaggio dedicato agli adulti: i CPIA, i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti, organizzeranno percorsi di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale, anche in collaborazione con enti pubblici e privati.

Non ci sono ancora date e programmi: il decreto li annuncia, i dettagli arriveranno. Ma è un segnale importante: imparare a usare l’AI non è più considerato una cosa “da ragazzi”, e la scuola pubblica se ne occuperà anche per chi ha i capelli bianchi. Nel frattempo, ci siamo noi, ogni martedì. 😉

Se volete saperne di più, trovate l'articolo completo qui: Intelligenza Artificiale a scuola, il 23 ottobre entra in vigore il Decreto Legislativo 179/2026 — Tecnica della Scuola

📮 La posta dei lettori

La domanda di questa settimana.

La settimana scorsa vi avevo chiesto se vi è mai capitato di uscire dal medico e ricordarvi solo sulle scale la domanda che volevate fare.

Questa settimana vi chiedo: qual è la storia di famiglia che raccontate più spesso? Quella che i vostri figli o nipoti, ormai, sanno a memoria.

Scrivetemi: le storie più belle le riprenderò, in forma anonima, nella prossima Posta dei lettori. 👆

☕ Questa newsletter è gratuita e lo resterà sempre. Se vi fa piacere darmi una mano a portarla avanti, potete offrirmi un caffè!

Offrimi un caffè

👆 A martedì prossimo!

Cecilia Monti

← Precedente L'89% dei ragazzi usa già l'IA (e la scuola sta facendo la differenza) Successiva → "L'ha usata di nascosto": e adesso?