Dal 23 ottobre l'IA entra nelle regole della scuola (+ il design thinking)
Cosa prevede il decreto legislativo 179/2026 per docenti e studenti, i prompt pronti per tecnologia, il design thinking con l'IA, come valutare un prototipo e l'errore da evitare con i dati delle verifiche
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Numero dieci! Questa settimana si costruisce: una notizia importante per tutti, perché cambia le regole del gioco, i prompt pronti per tecnologia, il design thinking con l’IA, come valutare un prototipo e, di nuovo dopo qualche settimana, l’errore da evitare.
Si parte. ✍️
📦 Lo sai che...
Valutazione nell’era AI: valutare un prototipo. Funziona, serve, è stato pensato?
Un prototipo è difficile da “far fare all’IA” e facile da valutare in modo concreto. Il rischio è valutare solo quanto è bello. Tre domande, invece, tengono insieme prodotto e processo:
- Funziona? Prima di consegnarlo, il gruppo lo collauda con una prova decisa in anticipo (per esempio “regge tre libri”, “si apre con una mano”).
- Serve? Il prototipo risponde al problema definito all’inizio? Lo dicono gli utenti che lo hanno provato, non solo il gruppo.
- È stato pensato? Nel diario di progetto si vedono le idee scartate, gli errori, le modifiche. Un prototipo che non funziona ma con un processo ben documentato può valere più di uno perfetto senza storia.
- La presentazione: due minuti per spiegare il problema, la soluzione e cosa cambierebbero. È lì che si vede chi ha capito il progetto.
- Costruisci la rubrica con l’IA: “Crea una rubrica su 4 livelli per valutare un progetto di design thinking della [classe], con criteri su comprensione del problema, qualità delle idee, prototipo e collaudo, documentazione del processo e presentazione.”
Come cambia per grado: alla primaria si osserva soprattutto la collaborazione e la prova “funziona sì o no”; alle medie si aggiunge il diario di progetto; alle superiori il collaudo con dati raccolti e la relazione sulle scelte.
🖐 Provalo tu
Prompt pronti · Materia della settimana: TECNOLOGIA.
Quattro prompt copia-incolla. Due promemoria: niente dati personali degli studenti, e controlla sempre misure, materiali e norme di sicurezza che l’IA suggerisce: non conosce il tuo laboratorio.
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L’oggetto smontato — “Sei un insegnante di tecnologia di [classe]. Guidami nell’analisi tecnica di [un oggetto di uso quotidiano: un apriscatole, una borraccia, una lampada]: le parti che lo compongono, i materiali e perché sono stati scelti, come viene prodotto e cosa succede a fine vita. Chiudi con 4 domande per far ragionare gli studenti sul ‘perché è fatto così’.”
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Il problema vero — “Proponi 5 problemi reali della nostra scuola o del quartiere, adatti alla [classe], che si potrebbero affrontare con un piccolo progetto di tecnologia (per esempio il rumore in mensa o gli zaini troppo pesanti). Per ciascuno indica chi ha il problema, perché è importante e che tipo di soluzione si potrebbe prototipare con materiali semplici.”
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Il disegno tecnico spiegato — “Spiega passo passo, come un tutorial per la [classe], come costruire [le proiezioni ortogonali di un parallelepipedo / l’assonometria isometrica di un cubo]. Per ogni passaggio indica l’errore più frequente e come accorgersene.”
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Il pensiero computazionale senza computer — “Crea un’attività di coding unplugged per la [classe]: una griglia 6×6 disegnabile sul pavimento, un ‘robot’ (uno studente) e 5 missioni di difficoltà crescente da programmare con frecce e cicli. Metti le soluzioni a parte.”
Idea d’uso: il prompt 2 è il punto di partenza perfetto per la tecnica di oggi.
💡 Il trucco della settimana
La tecnica della settimana: design thinking con l’IA.
Il design thinking è un metodo per risolvere problemi mettendo al centro le persone che li vivono. Si articola in cinque fasi: capire (empatizzare con chi ha il problema), definire il problema, immaginare soluzioni, prototipare e testare. È nato nel mondo della progettazione, ma in classe funziona benissimo, perché trasforma la tecnologia in qualcosa di utile e concreto.
Il ruolo giusto per l’IA è l’allenatore di ogni fase, non chi trova la soluzione:
- nella fase “capire”, prepara le domande per intervistare chi vive il problema;
- nella fase “immaginare”, propone idee strane per sbloccare il gruppo (le idee buone, però, le scelgono gli studenti);
- nella fase “testare”, aiuta a scrivere una scheda di prova per raccogliere i pareri degli utenti.
Esempio pronto — L’intervista empatica: “Il gruppo della [classe] sta lavorando sul problema [problema scelto]. Preparaci 8 domande aperte per intervistare [chi vive il problema: compagni, bidelli, genitori], che ci aiutino a capire cosa provano e cosa fanno, senza suggerire noi la soluzione.”
Come cambia per grado: alla primaria un problema della classe (“le matite che si perdono”), le cinque fasi fatte insieme in una settimana, prototipo con cartone e materiali di recupero (l’IA la usi solo tu, per preparare); alla secondaria di I grado gruppi da 4 con un diario di progetto, interviste vere ai compagni, prototipo presentato alla classe; alla secondaria di II grado problemi del territorio, interviste a utenti esterni, prototipi anche digitali, test con raccolta dati.
Nota: la fase che si salta più spesso è la prima, capire. Ed è proprio quella in cui un’IA non può sostituire gli studenti: le persone, bisogna andarle ad ascoltare.
📺 AI al telegiornale
La notizia della settimana: il decreto legislativo 179/2026. Cosa cambia (e cosa no) per chi insegna.
L'8 ottobre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, che adegua l’ordinamento italiano al Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act) per quanto riguarda scuola, orientamento e formazione degli adulti. Entra in vigore il 23 ottobre. Le novità principali:
- Formazione obbligatoria sull’IA per i docenti in ingresso e in servizio, CPIA compresi. Durata e contenuti precisi saranno fissati da un decreto del MIM da adottare entro novanta giorni; i temi indicati sono competenze digitali, privacy, progettazione didattica con l’IA e rischi di bias.
- Per gli studenti: interventi per capire come funzionano gli algoritmi, contrastare disinformazione e dipendenza tecnologica, ridurre il divario digitale e tutelare chi ha BES o è in situazione di svantaggio.
- Educazione civica: le scuole possono integrare l’IA fin dal primo ciclo, con un approccio critico ed etico.
- Regolamento e Patto di corresponsabilità: potranno essere aggiornati con il supporto di comitati tecnico-etici territoriali promossi dagli USR, sul modello di codice etico dell’AgID.
- In arrivo: linee guida STEM e per l’orientamento aggiornate, e Indicazioni Nazionali riviste per includere l’IA in chiave interdisciplinare.
👉 E in classe cosa significa? Per ora, niente di obbligatorio da fare lunedì mattina: il decreto è soprattutto una cornice, e molti dettagli arriveranno con i decreti attuativi. Ma la direzione è chiara, e chi in questi mesi ha già sperimentato (molti di voi, a giudicare dalle mail che ricevo) parte avvantaggiato. Un consiglio pratico: tenete traccia di quello che fate con l’IA in classe. Quando arriveranno formazione e revisione del PTOF, avrete già esempi concreti da portare.
Fonte: D.Lgs. 7 ottobre 2026, n. 179, GU n. 234 dell'8 ottobre 2026; sintesi di Tecnica della Scuola, 19 ottobre 2026.
📮 La posta dei lettori
⚠️ L’errore da evitare: incollare le verifiche con i nomi dentro.
Le rubriche a rotazione ricominciano il giro, e partiamo da un errore molto comune, che il decreto di questa settimana rende ancora più attuale: chiedere all’IA di correggere o commentare le verifiche lasciando dentro nomi, cognomi, voti o altri dati degli studenti.
Succede senza pensarci: si fotografa una pagina di compito con il nome in alto, si incolla un elenco di voti per farsi fare una media o un commento. Ma quei dati finiscono su server esterni, spesso fuori dall’Unione europea, e la responsabilità del trattamento resta della scuola.
Come evitarlo, in pratica:
- prima di fotografare o incollare, copri o cancella nome e classe (bastano un post-it o un numero al posto del nome);
- per i giudizi, descrivi il lavoro, non la persona: “uno studente ha risolto così…”;
- usa solo gli strumenti adottati dalla tua scuola quando devi lavorare con dati veri.
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